✨✈ Donne In Solitaria: Miriam In Ucraina – Storie e Consigli ✈✨

✨✈ Donne In Solitaria: Miriam In Ucraina – Storie e Consigli ✈✨

Sono seduta qui, al bar dell’aeroporto e non mi rendo conto che sto per prendere un volo che potrebbe cambiarmi vita. Le mie insicurezze sono lontane, le mie abitudini anche, la mia comfort zone è ancora a casa: perderà il volo ma non m’importa. So che i miei difetti verranno a trovarmi ma sto andando in Ucraina per stimolare tutto ciò che di buono c’è in me, non il resto. Funzionerà?? Deve funzionare! Diamo una possibilità a questa vita.

Ecco le prime tra mille emozioni che mi hanno attraversato fin dall’inizio del mio viaggio in solitaria in Ucraina, la scorsa estate, per un progetto di volontariato.

Ecco i primi due motivi:

donne in solitaria_ucraina

La crew è carica per la gita sul fiume Dnestr
 📸: Miriam Panieri 

Un primo motivo per partire da soli per un viaggio è sicuramente la nuova aria che si respira partendo. Già da quando l’aereo si stacca da terra, vi è mai capitato di rendervi conto che vi state staccando anche voi? Che vi stiate staccando da un amore finito male, dalle parti di voi che non vi piacciono o da un lavoro triste che avete finalmente lasciato, i vostri demoni non saranno mai grandi come prima e, una volta tornati, la ventata d’aria vi avrà cambiati dentro.

Il secondo motivo per partire verso l’ignoto è che immergersi totalmente in un’altra cultura FA BENE: vi farà sorridere ed amare e vi farà capire meglio la vostra cultura di appartenenza. Per non parlare dell’ampliamento degli orizzonti: molto spesso un viaggio fa capire dove si vuol stare nel mondo, e inoltre, dove vi sentite a casa! Mi credete?

“Ma perché l’Ucraina?”

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Bandiera su pelle
📸: Artur Abramoff

Questa è la domanda che mi è stata fatta più volte! Se anche voi amate i paesi dell’Est non vi sarà nuova e, lo sapete di sicuro, la risposta è sempre difficile e nebulosa. Lo è anche per me, mesi dopo essere tornata. Come rispondere? Un aiuto mi è arrivato quando ho capito che era la domanda a non esistere giusta: il fatto non è “perché partire da soli?”, “perché in un paese svantaggiato?”, “perché proprio lì?”,  ma piuttosto“perché no?!”. La solitudine fa paura sia in viaggio che a casa, ma solo in questo modo si possono conoscere l’amore per la propria compagnia, la propria intraprendenza, lati di voi stessi che ignoravate e per cui in futuro sarete sempre grati! E poi, per vedere il mondo, emozionarsi, vivere! Che sia una vacanza o uno scambio culturale come il mio, cambiare vita per qualche settimana, a 20 anni, è una cosa da fare! Perché non farla in un paese dell’ex Unione Sovietica? Molto più giovane rispetto all’Italia, in cui usi e costumi mischiano Est e Ovest e in cui nelle piccole cose si sente ancora la parvenza del regime comunista? In questo articolo cercherò di trasmettere nel modo più sincero e semplice le mie emozioni circa il viaggio che mi ha cambiato la vita e i consigli per chi vuole viaggiare verso l’Est Europa, scoprendo il fascino camaleontico dei paesi vicini alla Russia e di tutto ciò che hanno da offrire. “Cambio vita, cavolo! Cambio vita per 46 giorni” erano le uniche parole nella mia testa, proprio due secondi prima di decollare per arrivare lì.

Parole Per Esprimere Emozioni

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 Giù per il fiume
📸: Miriam Panieri 

Ci sono un miliardo di motivi per cui consiglio l’Ucraina come meta per ragazze/i intraprendenti che vogliono scoprire e scoprirsi, ed uno è che è un paese che ha tantissimo da offrire. Tra le zuppe squisite dai colori insoliti, i panorami mozzafiato, il forte senso di patriottismo e di partecipazione politica che si respira, il rispetto per la natura, i festival di caffè, tè, musica, birra, le musiche folk, il largo uso dei costumi tipici… il vostro cuore esploderà! E se volete ricordarvi tutto, vi consiglio di tenere un diario di viaggio oltre che munirvi di una macchina fotografica!

In Ucraina ho cercato di parlare con tutti, e ho notato che c’è una certa differenza tra i millenials ucraini, i loro genitori e la generazione precedente. È più facile trovare ostilità nell’aprirsi allo straniero da parte dei più anziani. La generazione dei loro figli, invece, è più variegata e la mia l’ho trovata più aperta. A volte è una questione di lingua: l’inglese è stato introdotto alle elementari solo da pochi anni ed è più facile trovare adulti che sappiano l’italiano piuttosto che la lingua anglosassone! Anche perché la comunità di ucraini in Italia è più grande di quello che credete e vivono in tutta la penisola!

Fu a Vienna, durante uno scalo e tre ore di niente, che avvenne il mio incontro con la prima persona ucraina del viaggio: Nadia, una donna ucraina che vive in Italia. Mi chiede di tradurle ciò che ha detto il dipendente della Austrian Airlines sui bagagli e poi comincia a parlarmi del suo paese, dei campi di grano di cui la nazione è piena, del cibo ucraino. Dice che devo ASSOLUTAMENTE assaggiare una zuppa tipica, il ‘Borscht’. Chi avrebbe mai detto che mi sarebbe mancato in questo modo una volta in Italia?! Continuiamo a parlare e siamo già sulla pista di atterraggio, dentro un piccolo bus. Ora mi racconta qualcosa su  Janukovyč, l’ex presidente ucraino che è scappato durante la rivoluzione poco tempo fa. C’è fermezza e rabbia nei suoi occhi, quei primi occhi azzurri ucraini tormentati per me. Nadia ha la grinta delle donne ucraine e la vivace pazzia di quelle italiane: è troppo carina ed è il mio primo vero e proprio scambio culturale! 🙂

L’aria è diversa!

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Le scale di Iryna
📸: Miriam Panieri 

L’esclusione dall’Unione Europea e la lontananza dal Centro Europa creano varie differenze che si sentono! Sono sotto un nuovo cielo e sto respirando una nuova aria, sento che starò qui per sempre. Non ho mai percepito la Russia così vicina, è una sensazione difficile da spiegare. Non vedo l’ora di incontrare Iryna B., la ragazza che mi ha permesso di essere qui. Ci sono buchi sulle scale di Iryna L., la prima persona che mi ospiterà: questo condominio in viale Lesi Ukrainsky a Ternopil ha il blu della Grecia e il grigio del cemento. I buchi sulle scale non mi preoccupano, fanno parte di questo nuovo mondo: quanti ricordi ci avrei lasciato. E quanto cuore. Sarà la mia prima esperienza di “coinquilinaggio”, quello che invidio tanto ai miei amici fuori sede a Bologna.

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Lavare le scarpe
 📸: Miriam Panieri 

Mi batte il cuore nella pancia, mangio solo una torta che non mi piace. Ho sonno. Siamo in pochi stasera e per la prima volta, in questa casetta, sono da sola con tre ucraini che parlano la loro lingua e che mi fanno sentire terribilmente esclusa. Ridono tra loro e rimango zitta.  Mi rendo conto di avere un atteggiamento molto serio verso questo programma di volontariato. Stasera incrocerò il paio di occhi azzurri più profondi qui, ma ancora non lo so. Beviamo del чай (chay) , del tè, mangiamo ancora un po’ di torta. Max mi dice che sua nonna gli ha insegnato qualcosa in italiano, ci pensa intensamente, poi mi guarda e mi urla “Vaffanculo!” , questo è il mio Team leader! 😀

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“Stanotte mi sentirò a casa per la prima volta in una casa all’estero. Domani mattina avrò dormito nel mio primo letto ucraino.”
📸
: Miriam Panieri 

Essendo i paesi ex sovietici in via di sviluppo, incontrerete le persone più determinate in assoluto a creare scambi interculturali, vogliose di costruire un tipo di comunicazione con l’estero che fin’ora non avevano avuto! Noterete subito la differenza con i vostri stessi coetanei: i 18enni ucraini che ho conosciuto mi sono sembrati molto più “grandi” dei 18enni italiani. A parte le inclinazioni personali, l’età di un paese, la relativa età mentale delle persone e le abitudini sono strettamente interconnesse tra loro e una volta scoperta questa cosa vi renderete conto di quanto sia TUTTO davvero relativo a un luogo geografico, a delle usanze (religiose o meno), ad un contesto sociale. E di quanto la vita umana si modelli intorno a questo. Siete giovani e avete voglia di trovare il vostro posto? Che aspettate a partire per trovarlo??

5 Input Per Chi Vuole Visitare L’Ucraina

1. Non Abbiate Paura Degli Stereotipi

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Nonnini ucraini ❤
📸: Miriam Panieri 

Sappiamo quanti stereotipi ci siano verso i paesi dell’Ex Unione Sovietica, primi tra tutti il forte senso di patriarcato, il fatto che le donne siano “sottomesse”, l’alcoolismo, la violenza. Quale turista o viaggiatore sceglierebbe questa meta con tutte queste cose in testa? Beh, cliccate su quel “compra biglietto” , non pensateci, andate lì e smontate lo stereotipo! Di zone, persone e situazioni pericolose ce ne sono ovunque e bisogna stare attenti a casa come in viaggio. Se siete da soli in Est Europa provate a conoscere ragazzi e ragazze del luogo della vostra età! Basta un ostello, qualche evento Facebook o un sito per tour guidati e riuscirete a vedere la città con gli occhi avvezzi di un locale e a guadagnare sicuramente qualche consiglio per la vostra sicurezza e comodità.

2. Imparate A Vivere Con Poco!

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Fabbrica Di Caffè A Lviv
📸: Miriam Panieri 

Forse lo sapete già, ma la differenza tra l’euro e il grivna ucraino è molto vantaggiosa per noi! Tanto che vi ritroverete a spendere meno di sei euro per una cena completa al ristorante, dai tre euro in poi per i biglietti del treno e, come abbiamo fatto io e miei amici, meno di 12 euro per due giorni di gita in canoa sul fiume Dnestr, con tanto di visite a castelli e fattorie lungo la via, due pasti inclusi con zuppe e bevande tipiche, un falò , l’emozione della natura incontaminata, del guardare le stelle in tenda e molto altro!

3. Partite Da Soli E Tornerete Pieni Di Amici

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📸: Miriam Panieri 

Se l’avete già fatto ve ne sarete resi conto: partire da soli dà un grande incentivo al vostro saper socializzare innato. Scatta qualcosa nei viaggiatori in solitaria, lasciate che succeda a voi! Le amicizie che nascono in viaggio spesso si rivelano le più sincere e intense, con le quali sperimenterai parti di te e degli altri spesso nascoste.

4. Vi Renderete Conto Di Essere Fortunati, Non Darete Mai Più Nulla Per Scontato

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Viaggiare per capire che le differenze sono un valore, non un problema.
📸: Miriam Panieri 

Quando il tuo “Qui” diventa “Lì” e il tuo “Lì” diventa “Qui” anche i tuoi punti di riferimento si ribaltano e svelano le cose come stanno. Passare come minimo due settimane in un paese in qualche modo “svantaggiato” (in questo caso reduce da una rivoluzione recente, una guerra in corso e l’indipendenza dall’egemonia russa “fresca” e non del tutto completa) vi farà vedere l’Italia e il suo stile di vita in modo diverso, oltre al fatto che vi abituerete a chiedere di meno e cose diverse. Meno oggetti e più sostanza, l’essenziale per arricchirsi dentro, potersi rilassare e divertire. Questa è la cosa più grande che mi porto dietro dal mio viaggio. E non intendo dirlo solo per la differenza economica.

5. I Concetti Di  Comfort E Sicurezza Sono Relativi

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📸: Miriam Panieri 

Questo punto è molto semplice ma ha acceso una lampadina dentro di me: una cosa non è giusta o sbagliata esclusivamente perché lo dice la legge, dal momento che le leggi cambiano. Essa rispecchia l’idea di lecito e illecito di una area geografica che ha fatto la sua Costituzione e le sue scelte in un certo momento storico. Mi riferisco a cose semplici, come passeggiare in un parco in Ucraina e notare giochi per bambini in ferro, come gli scivoli in cui scivolavo io da piccola, mi ha fatto pensare che se questo paese fosse parte dell’UE in questo istante, questi giochi non sarebbero fatti di ferro, dato che sono fatti di un materiale che non è conforme alle norme. Sembra una cosa stupida, ma questo gioco è pericoloso perché è di ferro o lo è perché lo dice la legge? E in quale misura? Quanto, il nostro concetto di pericolo, giusto e sbagliato e influenzato da una norma?

I 5 consigli più pratici

  1. Fatevi al più presto una sim locale, da Kyivstar.
  2. Non aspettatevi che tutti sappiano l’inglese, scaricate l’app di Hostelworld e utilizzate la loro feature Speak The World.
  3. Cambiate la maggior parte dei vostri euro in grivna prima di partire, controllate il vostro conto online perché spesso le banche in Ucraina non leggono alcune delle carte europee e il saldo è quasi sempre in ucraino.
  4. Il pullman è una buona alternativa all’aereo se volete spendere poco e niente! Ci sono infinite compagnie e alcuni gruppi privati di ucraini che vivono in Italia che li organizzano. Se sceglierete quest’ultima opzione troverete sicuramente più di una persona felice del vostro viaggio e pronti a darvi dei consigli.
  5. Ricordatevi dei monti Carpazi e del fiume Dnestr, non solo delle grandi città come Kiev e Odessa ( città marittima della celebre scalinata Potëmkin). Quindi godetevi la campagna, le fattorie con le babushke che fanno formaggio fatto in casa, la natura e le città più piccole.

L’Ucraina mi è rimasta nel cuore, era una cosa inevitabile!

✨L’autrice✨

Miriam Panieri, 21enne aspirante illustratrice/autrice italo-senegalese che ha deciso di partire da sola per fare uno scambio culturale in un paese in cui non tutti sono spinti ad andare. Potete seguire le sue avventure sul suo blog 50 Shades Of Ukraine, su Facebook!

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Informazioni sull'autore

Giulia Salerno (Hostelworld)

I'm Giulia, Italian, and I'm an insatiable traveller obsessed with sunsets, photography, and marketing. Social Media & Content Executive and #HostelworldInsider at Hostelworld. 🌍 Favourite place on earth: Nubian Village - Aswan, Egypt 🏠 Favourite hostel: Bet El Kerem Hostel - Aswan, Egypt Follow my adventures on Instagram @giuliciu ✨

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