Erasmus: tutto ciò che bisogna sapere

Erasmus: tutto ciò che bisogna sapere

Tutti abbiamo almeno un amico che è andato in Erasmus. E’ quell’amico che ci ha riempito la bacheca di Facebook con le sue foto con bicchieri in mano, che ha messo “parteciperò” a tutti gli eventi della città dove si trovava, scrivendo puntualmente “Giacomino +30”, e che è tornato e non la smette più di dire quanto sia stato bene, quanto si sia divertito, quanto abbia rimorchiato e quanto secondo lui tutti dovrebbero fare un Erasmus.

Perché è vero, l’Erasmus è qualcosa di irripetibile, un’esperienza unica, un periodo della vostra vita dove siete completamente padroni di quello che fate. Saranno i giorni in cui vi sveglierete ogni mattino con il sorriso, anche quando avrete lezione alle otto, anche quando andrete a fare un esame, perché ogni giorno sarà diverso, ogni giorno sarà l’opportunità di conoscere una persona nuova, una cultura differente e perdervi nelle vie di una città che ormai è diventata la vostra e vi emozionerà ogni giorno di più.

Scoprirete che in Spagna e in Francia hanno gli stessi nostri modi di dire, che i belgi bevono birra come se fosse acqua, che in Repubblica Ceca hanno un solo tempo verbale per indicare tutti i passati, che gli inglesi sono convinti che tutto il mondo debba saper parlare la loro lingua e che a loro non servirà mai a niente imparare quella del posto dove si trovano e soprattutto vi renderete conto di quanti accenti diversi ci possano essere in una sola nazione.

Ma vediamo insieme le 10 cose che bisogna sapere prima di fare la domanda Erasmus alla vostra università:

  • Che cos’è L’Erasmus?

Erasmus - Europa

L’Erasmus è un progetto di scambio europeo che coinvolge ogni anno milioni di studenti. Questo prevede la permanenza in un paese differente da quello di origine per un periodo che va da un minimo di tre mesi ad un massimo di dodici. Durante questo tempo, grazie ad un piano di studi precedentemente approvato, si potranno svolgere nell’università ospitante tutti gli esami che si sarebbero svolti nella propria università di appartenenza.

  • Quando è stato fondato e da dove deriva il suo nome?

L’Erasmus nasce nel 1987, proposto dalla Comunità Europea, deve il suo nome ad Erasmo da Rotterdam, teologo olandese, viaggiatore instancabile che visse in numerose nazioni nel corso della sua vita, tra cui Italia, Francia, Svizzera e Germania, questo, contestualizzato al XVI secolo era un evento piuttosto raro che gli valse l’onore di essere ricordato nei secoli.

Se nel 1987 si registrarono appena 3244 scambi con il passare del tempo la cifra è aumentata ogni giorno a dismisura, tant’è che ad oggi si registrano picchi di più di 3 milioni di ragazzi in partenza.

  • In quali paesi si può andare in Erasmus?

Erasmus - amicizie

Per partecipare all’Erasmus si può scegliere tra uno dei 28 stati membri dell’Unione Europea o tra Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia che hanno fatto degli accordi per poter essere inserite all’interno di questo progetto.

Gli stati e le città a disposizione dipendono dalla propria facoltà di appartenenza, infatti non tutte le facoltà di tutte le città che partecipano all’Erasmus avranno fatto accordi con la vostra. Per scoprire quali sono le città a cui potete far richiesta dovrete aspettare la pubblicazione del “bando Erasmus”, dove ci sarà anche l’elenco di tutte le università a disposizione.

Di solito le più gettonate sono Spagna, Francia e Germania, ma nessuno vi vieta di dirigervi in altre nazioni!

  • Una volta uscito il bando, come posso accedere?

Per poter accedere all’Erasmus dovrete ovviamente presentare una domanda, non tutti vengono ammessi e vengono stilate delle graduatorie in base a punteggi ben specifici. I criteri di assegnazione punti variano da facoltà a facoltà ma in linea di massima vengono presi in considerazione quanti esami si desidera fare, come questi siano coerenti con il proprio percorso formativo italiano e il numero di richieste per l’università scelta.

Solitamente viene chiesto di dare almeno 2 o 3 nomi di università a cui si è interessati, i posti ruotano sempre intorno ai 3/4 per facoltà, e per ogni scelta dovrete fare un Learning Agreement, un documento che indichi gli esami che avete intenzione di dare nell’università ospitante equiparati a quelli che avreste dovuto dare in Italia.

Dal momento che si prendono in considerazione i crediti potrà succedere di dover dar due o più esami all’estero per coprire un esame italiano, o viceversa.

Questa sarà sicuramente la parte più difficile del programma, dove impazzirete a confrontare esami stranieri con i vostri, ma non disperate! Ce la farete e c’è sempre il Change Form, per cambiare gli esami una volta in loco se vi rendete conto che sono troppo distanti dai vostri!

  • Quali esami posso fare e in che lingua?

Erasmus - Hakuna Matata

Durante il periodo Erasmus si possono fare gli esami che si vogliono, sempre rispettando i crediti previsti per il proprio anno accademico. A seconda del paese scelto e degli esami scelti cambierà la lingua. Talvolta potrete scegliere esami in inglese anche in nazioni come la Spagna o la Francia. Questo dipenderà dai corsi proposti dall’università ospitante.

  • Quanto dura l’Erasmus?

L’Erasmus dura da un minimo di 3 ad un massimo di 12 mesi. Ovviamente a seconda del periodo che si è scelto si daranno più o meno esami. A seconda dell’università ospitante la borsa di studio avrà una durata diversa, ciò non toglie però che si potrà decidere di rendere più o meno breve la propria permanenza direttamente in loco durante il periodo di studio, rinunciando ai soldi nel caso in cui si decida di accorciare i tempi.

L’unico problema che potrete incontrare è, qualora da un periodo più breve decidiate di farne uno più lungo, l’assenza di fondi per finanziarvi. In questo caso potrete comunque rimanere fuori ma senza ricevere alcun sussidio da parte dell’università.

  • Quanti soldi ricevo?

Erasmus - nella città

L’importo economico della borsa Erasmus varia a seconda della facoltà e dell’università di appartenenza. Nella stessa nazione università diverse erogheranno un contributo diverso, questo perché è composta da una base che viene dalla comunità europea di 230€ a cui si aggiungono, a discrezione dell’università, dei fondi in più.

Nonostante il costo della vita possa essere diverso a seconda della nazione in cui si è scelto di andare, e talvolta a seconda della città, questo non implica un pagamento differente, infatti sarà standard per tutti.

  • Cosa succede se vengo bocciato agli esami?

Ogni facoltà stabilisce un numero di crediti minimi da dare durante la propria permanenza fuori. Questi devono essere portati a termine altrimenti si è costretti a dover restituire i soldi della borsa di studio che si è ricevuta.

Dopotutto si tratta sempre di un programma di studi estero, e non di una vacanza pagata!

  • Cosa succede al mio rientro dell’Erasmus?

Erasmus - a Parigi

Una volta rientrati in Italia l’università di origine provvederà a convalidare gli esami e a convertirli con voti italiani. Infatti non tutte le università europee hanno un sistema di valutazione in trentesimi, alcune danno voti da 1 a 10, altre hanno addirittura le lettere.

Sarà la segreteria, con le sue tabelle, ad occuparsi della conversione dei voti e a registrarli nei propri sistemi operativi in modo tale che risulti anche in Italia che voi abbiate dato determinati esami.

  • Perché fare l’Erasmus?

Erasmus - con gli amici

Non c’è una legge universale sul perché fare o no l’Erasmus. L’Erasmus è un esperienza formativa sotto ogni punto di vista. Vi servirà per vedere come studiano in un’altra parte del mondo, ma soprattutto per conoscere tante persone diverse, e se sarete fortunati, instaurare rapporti talmente forti, talmente profondi che anche tornati a casa, anche se non vi sentirete ogni giorno, tutte le volte che vi rivedrete sarà sempre la stessa meravigliosa, intesa emozione di quando vi siete conosciuti.

….parola di una ex erasmus!

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Informazioni sull'autore

Roberto Paolo Ferrone

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