Farsi Fare Un Tatuaggio Dalla Leggendaria Tatuatrice Whang Od

Farsi Fare Un Tatuaggio Dalla Leggendaria Tatuatrice Whang Od

I primi tattoo erano un’importante risorsa d’informazione: erano, infatti, realizzati per mostrare l’appartenenza a una determinata tribù e il ruolo al suo interno. Avere il tattoo al momento giusto nel luogo giusto poteva letteralmente salvarvi la vita.

Passa qualche millennio e i tatuaggi possono avere ogni tipo di significato come “Mi sono ubriacato a Malaga e svegliato con un menù di un ristorante cinese sul mio braccio”. Ma è ancora possibile realizzare un tatuaggio con un significato, o almeno uno che racconti la storia di un viaggio. Ecco la storia del mio tatuaggio, realizzato dalla leggendaria Whang Od, un’artista Kalinga che vive nella giungla delle Filippine.

Rumour sull’artista

how to get a tribal tattoo from the legendary Whang Od (c) Will Hatton / Broke Backpacker

La prima volta anche ho sentito parlare di questa artista che vive nella giungla filippina è stato circa 10 anni fa, ma l’ho immediatamente categorizzato come un mito. Tuttavia, è rimasto come ricordo latente che semplicemente non riuscivo a levarmi dalla testa. E se fosse stato vero?

Passano circa 10 anni e sono in viaggio verso le Filippine. Volevo trovare questa artista, Whang Od: sono sempre stato molto interessato alle culture tribali e i loro costumi, e la possibilità di incontrare un membro era assolutamente un’opportunità da non perdere. Mi sono informato con un po’ di persone del luogo che conoscevo e non lasciato nulla al caso: queste chiesero ad amici che chiesero ad altri amici e alla fine, proprio quando le mie speranze stavano svanendo, ho trovato una pista giusta!

Alla ricerca di Whang Od, l’ultima tautuatrice della tribù Butbut

how to get a tribal tattoo from the legendary Whang Od (c) Will Hatton / Broke Backpacker

Whang Od appartiene alla tribù Butbut, una leggendaria tribù di guerrieri conosciuti con la fama di cacciatori di teste e di feroci guerrieri contro gli invasori che provavano a prendere le loro terre: i giapponesi provarono a costruire una base nelle vicinanze durante la seconda guerra mondiale ma dovettero ritirarsi leccandosi le ferite in un batter d’occhio; non si scherza con i Butbut.

La difficoltà più grande per raggiungere Whang Od è stato scoprire dove si trovasse perché c’erano veramente poche informazioni online e trovarla voleva dire avventurarsi nella giungla alla ricerca del “villaggio in cima alla collina”.

Il mio amico Pot Pot, un famoso giornalista di Manila, si offrì per farmi da guida e di accompagnarmi attraverso la giungla perché parla un po’ di Kalinga e sarebbe stato così in grado di presentarmi a Whang Od.

Ho seguito Pot Pot nella giungla, verso lo sconosciuto….

“Il villaggio in cima alla collina”, nella giungla filippina…

how to get a tribal tattoo from the legendary Whang Od (c) Will Hatton / Broke Backpacker

Al Calare del sole, arriviamo al villaggio e incontriamo un gruppo di adolescenti della tribù, uno dei quali indossava una maglietta dei Guns and Roses. Il villaggio era “decorato” un i crani di animali.

Pot Pot inizia a presentarmi e io non posso far altro che sorridere e stringere la mano ad ogni persona che incontro. I tanto temuti guerrieri sono stati molto accoglienti una volta saputo che uno straniero dalla carnagione chiara aveva attraversato tutta la giungla per farsi fare un tatuaggio dalla loro tribù.

“Non hanno tatuaggi in Inghilterra?” mi domandò un membro del villaggio.

“Si, ma non abbiamo abbastanza maestri tatuatori” risposi.

Mi portarono dentro un rifugio locale e mi offrirono riso e pollo, fagioli e cinghiale. Stanco dal lungo viaggio, mi addormentai sul pavimento con la luna che splendeva dalla finestra.

Incontrare la leggedaria Whang Od

how to get a tribal tattoo from the legendary Whang Od (c) Will Hatton / Broke Backpacker

La mattina seguente mi sono svegliato con il canto di un gallo e guardato fuori dalla finestra: non erano neanche le 6.30 ma tutto il villaggio era sveglio e le persone intente nei loro lavori giornalieri. Non avevo linea sul cellulare e il “mondo reale” era distante kilometri, fu assolutamente liberatorio.

Dopo colazione, mi portarono ad incontrare la leggendaria Whang Od: nascosta tra le pieghe di un vestito nero, le sue braccia mostravano linee blu e nere che attraversavano ogni centimetro della sue pelle, lei mi guardò con i suoi terribili occhi marroni che tradivano uno spirito divertente e allegro attraverso i suoi anni. E’ simpatica, sveglia e sorprendentemente dolce e, se non gli piaci, ti fa sanguinare.

Secondo la tradizione Kalinga, il Mambaatok sceglie il tatuaggio. Per rispettare la tradizione, ho chiesto solamente che il mio tatuaggio salisse sul mio braccio piuttosto che, ad esempio, essere sulla mia fronte.

Ad un certo momento, lei disse qualcosa a Pot Pot e lui scoppiò in una risata chiedendomi di sedermi. Mi accomodai su uno sgabello di legno e lei si mise a lavoro selezionando una spina affilata di un albero di limoni, inserendola dentro un bastoncino e intingendola dentro una bacinella con acqua, colorante e magia, e incidendo la mia pelle.

Mi guardò per un secondo, sorrise e iniziò a battere sul bastoncino con un martello di bamboo. Io osservavo, interessato, mentre il mio braccio veniva pizzicato con tanti diversi buchetti riempiti di inchiostro. Lentamente il tatuaggio iniziava a prendere forma: era un’elce, simbolo dell’età che avanza e di,ehm…, fertilità!

Gli strumenti tradizionali non infliggono dolore

how to get a tribal tattoo from the legendary Whang Od (c) Will Hatton / Broke Backpacker

Non ho sentito il minimo dolore: tutto il processo è stato molto meno intrusivo delle moderne pistole dei tatuatori e il suono era molto più rassicurante. Dopo una sola ora Whang Od aveva già finito: asciugato il sangue e l’inchiostro in eccesso, non c’è stato bisono di alcuna pellicola, crema o 1000€ da pagare.

Le sorrisi e la ringraziai profondamente. Lei mi sorrise e mi fece segno di andare: è una donna impegnata ed ha tante cose da fare, dopo tutto, ha quasi centro anni.

Feci una piccola donazione in sale, uova e otto dollari ed ero già di ritorno verso gli uomini del villaggio per una “sigaretta del posto” e per praticare il mio Kalinga: mi fermai un poco cercando di fare cerchi con il fumo da una canna di bamboo (ogni persona Kalinga li sa fare e sono bellissimi) e fallendo miseramente.

Il mio tattoo guarì velocemente e, solo dopo pochi giorni, realizzai che la felce ricordava molto una foglia di marijuana…ritornai alla civiltà, mandai una foto a mia mamma sorridendo e continuai le mie avventure nelle Filippine.

Le Filippine sono un luogo strepitoso e, se siete alla ricerca di una vera avventura e un’esperienza culturale vera, passare a trovare Whang Od dovrebbe essere in cima alle vostre priorità. Contattate Pot Pot, il mio amico e guida; Charlie, dove mi fermai a Buscalan; e le tantissime persone che ho conosciuto; e, ovviamente, Whang Od, un grandissimo grazie per l’ospitalità, la dolcezza e l’umorismo.

L’autore

Will Hatton è al momento in viaggio da tre anni dal Regno Unito alla Papua Nuova Guinea. Seguite le sue storie su The Broke Backpacker.

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Amy Dutton

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