Il Mio Primo Viaggio Zaino In Spalla: Quando Il Vero Viaggio È Quello Interiore

Il Mio Primo Viaggio Zaino In Spalla: Quando Il Vero Viaggio È Quello Interiore

Il primo viaggio zaino in spalla da soli è difficile da dimenticare: nel mio caso, un interrail in Europa di non molte estati fa. Spagna e Portogallo ad essere preciso. La Cattedrale di Barcellona. Le stradine di Valencia. I drink di Malaga. “Una cerveza por favor”. Probabilmente la prima frase che ogni ragazzo in interrail o Erasmus impara appena toccato il suolo spagnolo. Ma sono soprattutto le persone che incontri a segnare i tuoi viaggi. Le persone e le emozioni che ho vissuto quell’estate mi hanno lasciato un segno molto più di tutto il resto. Non potrò mai dimenticare la paura prima che l’aereo decollasse da terra. Un peso sul petto che ti taglia le gambe. Paura, che con il senno del poi, non è altro che il salto prima del volo. La paura e l’emozione per l’ignoto, il nuovo. Tante foto, polaroid, che ancora oggi porto con me.

loneliness solo travel @alexjacksonvisuals

alexjacksonvisuals

Non aspettatevi una guida sulle cose da vedere a Valencia o Barcellona. Sono sicuro che sul blog di Hostelworld troverete tutto ciò ma questo articolo parla della mia esperienza e di quello che mi ha lasciato, di come questo primo viaggio da solo mi ha cambiato. È un po’ come il film L’Auberge Espagnole: quello che ho imparato su me stesso ancora me lo porto dietro con me. E sarà sempre parte di me. Un vortice di sensazioni di libertà, paura e adrenalina che chiunque abbia viaggiato da solo ha, in qualche misura, provato sulla propria pelle.

Ci sono alcune cose che chi viaggia da solo impara molto velocemente. È un viaggio su due binari che spesso, se non sempre, si incrociano. Un viaggio lo fai trasportato dall’aereo, da un treno o da un bus. Un altro esplode dentro di te e, onestamente, non c’è biglietto di ritorno. Un “due anni in uno” che fai in poche ore.

Impari a conoscere lati di te di cui non eri a conoscenza” ho letto su qualche blog prima di partire. Io ho imparato molte cose, ma soprattutto ho cambiato il mio approccio alla vita, da subito. Sul quel volo ero da solo e sapevo che avrei potuto contare solo su me stesso se qualcosa fosse successo. Se avessi perso i documenti. Se non avessi trovato un posto libero in ostello. Se qualcuno mi avesse rubato le scarpe. Potevo contare solo su me stesso. Questi sono i primi tre pensieri, paure, che mi hanno offuscato la mente mentre il pilota annunciava “Cabin crew: get ready for the take off“.

Ho respirato, chiuso gli occhi e lì ho capito: ero libero. Fino a quel momento avevo viaggiato su dei binari sicuri, una strada dritta, facilmente percorribile. Avevo preso buche certo, sbandato, ma sempre restato in strada. In quel momento ero libero di girare ovunque avessi voluto. Così, il mio piano dettagliato è finito nel primo cestino dell’aereoporto. Non ha passato il controllo passaporti. Ed è stata la migliore cosa che avessi potuto decidere di fare. Ho lasciato che fossero le buche ad indicare la strada in quelle settimane in Spagna e Portogallo.

chiaradevescovi

Sono stato in diverse città, più di quante avessi programmato all’inizio. Sono stato sempre in ostelli. È stata anche la mia prima volta in ostello a dire la verità ed è stato negli ostelli di Barcellona che ho conosciuto Meg, Josh e molti altri.

best places to visit in france dune du pilat @xexesdl

xexesdl

Meg è una ragazza sulla ventina che prima di iniziare l’università ha deciso di girare l’Europa d’estate, come me. A dire il vero il suo itinerario l’aveva portata in Germania, Austria, Italia, Francia e altri paesi prima della Spagna, tutto da sola! Insomma, una viaggiatrice molto più navigata di me. Abbiamo condiviso la stessa camera al Sant Jordi Sagrada Familia con un altro ragazzo.

Appena entrato in camera ho salutato i ragazzi e da lì abbiamo iniziato a chiacchierare. È bastato veramente poco perché finissimo a fare il pub crawl. Lei è una vera forza della natura: così entusiasta del viaggio e delle cose che aveva fatto, di Berlino e dei suoi locali, di Parigi e dei ragazzi del PLUS di Firenze. Abbiamo girato la città insieme nei giorni successivi e poi preso il treno per Valencia dove abbiamo passato altri giorni insieme. Valencia è veramente perfetta d’estate con i suoi ostelli davanti alle lunghe spiagge. Lei è poi andata a Madrid, io in Andalusia. Ancora ci sentiamo su Facebook e prima o poi andrò a trovarla nella Grande Mela. Ed io, ovviamente, la aspetto a Roma per farle conoscere la città e continuare a migliorare il suo italiano.

In Andalusia ho forse passato le giornate più divertenti. I ritmi sono decisamente più lenti ma ogni scusa è buona per fare un po’ di festa. Le serate in spiaggia, i barbecue e la sangria. Ho conosciuto così tante persone che neanche ricordo più i nomi. A dire la verità molti li conoscevo (e chiamavo) per i nomi delle loro città di provenienza o con dei soprannomi. “Am” come americano era il ragazzo greco che ordinava sempre un americano al bar quando tutti gli altri optavano per bevande più fresche, o “Corona” per la marcata fedeltà ad un famoso brand di birra.

nadjaschneeweiss

Il mio zaino mi ha poi portato in Portogallo. Ecco, qui ho veramente capito quanto gli ostelli possano essere spettacolari. Molti pensano che condividere una camera con altre persone sia un problema, in alcuni casi potrebbe anche esserlo, ma ti fa conoscere persone fantastiche e le aree comuni degli ostelli in Portogallo sono incredibili.

@fotografiasga

A Lisbona ho conosciuto Josh e anche lui come me stava facendo un Interrail. Era stato come me al Saint Jordi di Barcellona, non ci eravamo incrociati per pochi giorni ma il destino ci ha fatto incontrare comuque nella capitale portoghese. Abbiamo passato tre giorni fantastici insieme con altri ragazzi, e un venerdì sera che porterò sempre con me. Ci siamo poi rivisti a Londra quando, qualche mese dopo, mi ha ospitato a casa sua. A Londra ero già stato ma quella volta con Josh ne ho scoperto un lato diverso.

reneeseuren

Visitare tutte queste città e conoscere così tante persone mi ha reso sicuramente una persona meno timida ed ora non mi faccio problemi a dire “Ciao” e iniziare una conversazione quando entro in una camera di un ostello.

Oggi ho finito l’università e lavoro a Roma. Continuo a viaggiare quando posso, zaino in spalla, anche solo nei weekend. L’importante è viaggiare. E quella paura ancora ce l’ho ogni volta che parto da solo ma ora so che non è paura, ma voglia di volare e farlo, quel salto nel vuoto.

Il mio prossimo viaggio? Appena posso vorrei trasferirmi in Australia per visitarla, viverci e conoscerla. Chissà…

Share The World!
INSTAGRAM
EMAIL
Facebook
Facebook
GOOGLE
GOOGLE
/blog/il-mio-primo-viaggio-zaino-spalla/?lang=it
Youtube

Informazioni sull'autore

Roberto Paolo Ferrone

Lasciati Ispirare

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi necessari sono segnalati con * I campi obbligatori sono contrassegnati *

Applicazioni di Hostelworld per cellulare

Prenota dove vuoi e quando vuoi con le nuove app per dispositivi mobili di Hostelworld.

Download on App Store Download on Play Store

Cerca e prenota più di 33,000 strutture in più di 170 paesi, da qualsiasi luogo.