Come Cambiare La Tua Vita In Sei Mesi

Come Cambiare La Tua Vita In Sei Mesi

Avete presente quelle idee che una volta che vi entrano in testa non se vanno più? Quelle idee che sono come erbacce, che si moltiplicano a destra e manca ma sembrano impossibili da estirpare? Quelle idee come virus, che ti infettano la mente ed avvolgono i loro tentacoli attorno ad ogni pezzetto di materia grigia che riescono a trovare? Ecco, questa è una storia fatta di quelle idee.

Idea infettiva #1: Mollare tutto e scappare a LondraNewquay Cornovaglia surf - il mare

Io e Sarah a contemplare le nostre vite
📸 @ericsandstrom

Il primo pensiero intrusivo l’ho avuto a marzo 2018, mentre ero seduta in un café di Roma a studiare per un esame di cui non me ne poteva importare di meno. Mentre sorseggiavo il mio cappuccino da un euro e cinquanta e procrastinavo su Instagram, mi sono ritrovata davanti ad una particolare offerta: Hostelworld cercava stagisti nel campo del Social Media Marketing, a Londra. Ora, io ero là, con un semestre da finire, una laurea da prendere ed una vita intera a cui dire addio. Di annunci del genere ne avevo visti già tanti, piccole finestre affacciate su una vita diversa, oltre il mare, passata con persone cresciute sotto bandiere con altri colori oltre al verde, rosso e bianco. La bambina che guardava Sex & The City e I Love Shopping si emozionava sempre, per questi annunci, e già mi immaginava in una grande città con in mano un caffè di Starbucks delle dimensioni della mia testa. La maggior parte delle volte lasciavo perdere, e tutto si limitava ad una fantasia di qualche minuto. Perché avrebbero dovuto prendere me? E perché avrei dovuto candidarmi in primo luogo, quando avevo ancora così tanto da finire in Italia? Sembrava un’idea così folle. Ma questa volta, questa idea, oltre ad essere folle era infettiva, e, si sa, queste sono come l’ennesimo Gin & Tonic: fanno cadere tutte le inibizioni, buttano la razionalità fuori dalla finestra e ti fanno credere che toglierti il reggiseno e rotearlo per l’aria in mezzo al bar sia una buona idea. Una volta contagiati da questo virus sognatore, non ci si muove. Ci sono solo notti insonni a pensare alla Instagram story da proporre. Ore passate in fondo all’aula a cambiare il font del mio curriculum come se potessero non assumermi perché ho usato Helvetica invece di Arial. Il cuore a mille ed una voglia matta di andarmene che mi faceva sentire come se avessi la febbre.

Avanti veloce con prime interviste via Skype, ultimi aperitivi con amici, salti di gioia sul letto, pianti e singhiozzi per terra, biglitti Ryanair, mio padre che mi lascia in aeroporto, pianti da Starbucks, al parco, per strada, ma quanto è bella Leicester square?

Le idee infettive a volte portano a dei risultati. Le idee infettive a volte di portano a Londra in meno di un mese, con il tuo lavoro dei sogni e colleghi provenienti da tutto il mondo. Le idee infettive a volte ti cambiano la vita.

Idea infettiva #2: Surfare… in Inghilterra

Newquay Cornovaglia surf - spiaggia

Fistral Beach con Iami e Sarah
📸 @ericsandstrom

Il mio primo bacio, quello vero, l’ho dato ad un surfista.

Sono cresciuta a sabbia e crema solare, vicino al mare ed ai ristoranti di pesce. Da quando avevo diciotto anni, ogni anno, puntualmente, mi sono ripromessa di imparare a surfare. Mi piaceva l’idea di sfilare sulla sabbia con la mia tavola scolorita, i capelli schiariti dal sole e dall’acqua salata ed una leggera aria di superiorità che ci sta sempre bene. Ma quando qualcosa la puoi fare sempre non la fai mai, ed ogni estate, fra esami, cocktail annacquati e ventilatori del supermercato, mi trovavo sempre a rimandare all’anno dopo. No, quest’anno imparo, cascasse il mondo mi ero detta all’inizio del 2018, scrivendo i miei propositi sulle pagine a quadretti della mia agenda. Poi il mondo non era cascato, ma si era capovolto, ed io mi ero ritrovata a Londra. Ma le idee infettive non seguono la logica, ed a volte la differenza fra un sogno ed un obiettivo è un qualcuno che ti regge il gioco. In questo caso si trattava di Eric, mio collega canadese, che potete immaginare come la personificazione di un labrador, emozionato ed entusiasta. L’idea era nata dopo aver visto ben tre documentari a tema acqua in una cisterna abbandonata (#justLondonThings) e si era evoluta in un progetto ben poco concreto, fatto perlopiù di da gif, battute ed infiniti gesti shaka. Non c’erano dettagli, ma finalmente, dopo anni, avevo trovato un complice, e la cosa mi bastava. Forse un viaggetto Portogallo, forse le coste dorate delle Canarie, le possibilità erano infinite, ma ci eravamo ripromessi che appena le temperature si fossero alzate e le maniche delle magliette accorciate, saremmo andati a caccia dell’onda più vicina.

Idea infettiva #3: Surfare… in Inghilterra… ad ottobre

Newquay Cornovaglia surf - amici

Tutto il gruppo pronto per affrontare il freddo della Cornovaglia!
📸 @iamigerbase

Quando sei in una città come Londra, in un ufficio come quello di Hostelworld, dove ognuno ha la valigia pronta sotto la scrivania, il tempo scorre come se il tasto avanti-veloce del lettore DVD fosse rimasto incastrato. Prima che me ne rendessi conto era settembre ed ancora non mi ero guadagnata il titolo di surfista. In questo caso, la maggior parte della gente avrebbe lasciato perdere e rimandato all’anno dopo, ma io ero motivata da due fattori molto importanti: innanzitutto mi ero fatta una promessa che non volevo rompere. Quell’idea infettiva era ancora lì, appollaiata in cima alla mia testa e non sembrava volesse andarsene. Poi, c’era Eric e la sua consapevolezza che per lui questa era un’occasione unica, prima di tornare alla neve ed agli sci. L’idea era ancora là, che vagava nell’aria come i petali di un soffione, aspettando solo di scontrarsi contro il giusto naso allergico. Magari non mi ricordo chi abbia iniziato a starnutire per primo, ma quel virus aveva decisamente preso anche me, e dopo una discussione in cui ci siamo convinti a vicenda che valesse la pena andare fino in fondo, è iniziata una campagna elettorale volta a reclutare altri volontari per questa spedizione un po’ strana. Alla fine di tutto, in appena una settimana, avevamo comprato biglietti dell’autobus e prenotato l’ostello, insieme a Iami, dal Brasile e Sarah, dalla Germania ed eravamo pronti ad affrontare il surf! In… Cornovaglia… con 17 gradi di temperatura. Ma almeno lo stavo facendo!

Newquay Cornovaglia surf - guardare il tramonto

Alba dal St. Cristopher’s Inn Newquay
📸 @ericsandstrom

Se il nostro viaggio avesse avuto uno slogan, sarebbe stato yolo, you only live once, si vive una volta sola. Dalla brillante decisione di prendere un autobus notturno inspiegabilmente pieno (che ha portato ad una notte insonne, un terribile torcicollo ed una visita piuttosto onirica ad un McDonald’s sperduto nelle campagne inglesi alle 3 del mattino), a quella, ovviamente, di prenotare una lezione di surf in Cornovaglia con temperature da maglione, l’unica cosa che ci faceva andare avanti era l’idea dei ricordi che stavamo creando, e di certo in quello non abbiamo fallito.

Newquay Cornovaglia surf - vista

Vista dalla nostra stanza al St. Cristopher’s Inn Newquay
📸 @ericsandstrom

Newquay, la cittadina da noi scelta, è un campo minato di viste mozzafiato e paesaggi che non sembrano neanche veri. Promontori a picco su onde ribelli. Spiagge immense e lucide come specchi che ti fanno sentire come se camminassi sulle nuvole. La metà della popolazione ha una sottile onda tatuata sulla caviglia e l’intera città sembra uscita da un quadro impressionista. Il tempo scorre più lentamente, a Newquay. Dalle mattine iniziate davanti alla vista spettacolare delle finestre del St. Cristopher’s Inn Newquay alle ore passate davanti ad una tazza di tè, con le tasche posteriori dei jeans fradice di acqua salata. Abbiamo esplorato le spiagge della città, incastonate fra promontori verdi, su cui si infrangevano onde spumose e sfidavano chiunque a non fermarsi a riflettere sulla propria vita o che sembravano la dimora perfetta di un cattivo della Disney, sormontate da rocce enormi collegate da un fragile ponticello. Abbiamo trovato un hotel abbandonato da cui ancora si sentiva l’eco delle feste che aveva dovuto ospitare ai tempi d’oro. Ci siamo sdraiati su un prato a guardare le stelle cadenti a mezzanotte, accompagnati da un gatto con decisamente troppa energia. Abbiamo abusato della tequila al miele, che ti cambia la vita. Abbiamo sfidato la morte ingurgitando otto shots di Sweet & Sour l’uno dietro l’altro, per una serata in ostello che… è difficile da ricordare.

Newquay Cornovaglia surf - una surfista brava

Ora posso definirmi una surfista, giusto?
📸 @iamigerbase

E poi il surf, la ragione principale di tutto il viaggio. Imbacuccati in una muta invernale abbiamo seguito le direttive dell’insegnante di surf dell’ostello, l’avvenente Julien, un viaggiatore così incallito che una volta si era dimenticato dell’esistenza dell’intero mese di maggio. Prima che me ne rendessi conto ero con l’acqua alla vita, con sotto al braccio una tavola troppo pesante. Continuavo a ripetermi le istruzioni di Julien: petto, ginocchia, piede, squat ed osservavo il mare cercando di indovinare l’arrivo della prossima onda. Non sorprendentemente, non sono stata la più brillante fra gli alunni, ma quelle poche volte in cui sono riuscita a sollevarmi, sostenuta dall’energia del mare sotto di me, scivolando fra la schiuma come una sirenetta troppo cresciuta, mi hanno riempito il cuore. Non c’è molto che sia comparabile a sentirsi tutt’uno con il mare, seguendo ed assecondando il suo ritmo, ascoltando il suo respiro e cercando di cavalcarlo.

🤙 Prenota la tua lezione di surf al St. Cristopher’s Inn Newquay 🤙

Newquay Cornovaglia surf - Fistral Beach

📌 Fistral Beach
📸 @ericsandstrom

In uno dei tanti momenti in cui aspettavamo la prossima onda, mentre eravamo seduti a cavallo delle tavole, cullati dalla marea, mi sono guardata indietro, a cercare i miei compagni. Quelle tre persone, sconosciute fino a qualche mese fa, cresciute in ambienti e culture completamente diverse dalla mia, erano diventate la mia famiglia e non c’era nessun altro che avrei voluto accanto a me in quel momento. Il treno che ci avrebbe presi e portati via, ci avrebbe consegnati a Londra, che ormai consideravamo la nostra casa. Pensai per un secondo a dove ero sei mesi fa, in quel bar così familiare, e a quanto non avrei mai indovinato che mi sarei ritrovata a fare surf in Cornovaglia a fine settembre con una tedesca, un canadese ed una brasiliana. Pensai a quanto era cambiata la mia vita, in così poco tempo, e a quanto, a volte, seguire le idee malsane, che non hanno troppo senso, paghi. Ecco che ne arriva una bella! Ha urlato l’istruttore, e noi ci siamo messi in posizione. Forse la vita è come il surf: bisogna solo aspettare l’onda giusta, e, quando arriva, cavalcarla fino alla fine.

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Informazioni sull'autore

Linda Massi

Hello! I'm Linda, born in Rome under the Aquarius constellation. Hobbies include drawing on coffee cups ☕️, playing with glitter✨ and pretending to be a witch 🧙‍♀️. 🌍 Favourite place on earth: Budapest, Hungary 🏡 Favourite hostel: Clink261 - London, UK. Catch me on the 'gram @lindasaidmeow!

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