Perché Dovresti Disegnare Mentre Viaggi, Anche Se Fai Schifo A Disegnare

Perché Dovresti Disegnare Mentre Viaggi, Anche Se Fai Schifo A Disegnare

La domanda che si evita come la peste oggigiorno è ‘Ed ora?’. Mai niente di buono succede dopo che si pensa ‘Ed ora?’. È per questo che i libri e le serie tv ed i film hanno una fine, per evitare di dover rispondere. ‘Ed ora?’ significa che la parte emozionante è finita. Significa tornare a casa a bere vino scadente. Sedersi sul divano con le mani nei pantaloni.

Quando si viaggia è facilissimo inciamparci, nell’‘Ed ora?’. Dopo i mesi passati a risparmiare ed a contare i giorni, ci si ritrova pieni di dubbi su quello che si dovrebbe fare. ‘Ed ora?’ Lo… guardate? Fate una foto? Questa vista, quadro, scultura, vi è costata centinaia di euro, mica si può fare una foto e basta. Ed è per questo che dovreste tirare fuori penna e quaderno ed iniziare a disegnare. Anche se la cosa migliore che riuscite a fare è un omino stilizzato. Anche se le vostre opere avrebbero senso solo nel caso decideste di etichettarle come arte astratta. Anche se avete due mani sinistre. Ecco perché.

☝ Osserverete davvero quello che avete davanti, e lo ricorderete meglio

Se scattate una foto c’è qualcosa che succede fra la chiusura del diaframma e lo sviluppo dell’immagine, la stessa cosa succede quando disegnate. Non importa quanto a lungo possiate fissare qualcosa, non ne coglierete mai tutti i dettagli, ma se dovete riprodurla… dovrete contare le aperture sulla torre Eiffel, controllare l’altezza diversa degli alberi in quella foresta in Svezia e quanto sono distanti fra loro le torri del Taj Mahal. Fra l’altro, è stato più volte provato che il semplice atto di mettere qualcosa per iscritto ne facilita la memorizzazione. La prossima volta che vi trovate di fronte ad una vista tanto bella da farvi venire voglia di trovare un modo di imprimerla nella vostra mente per sempre, di ricamarla sotto le palpebre così che ogni volta che sbatterete gli occhi ne abbiate un assaggio, provate a riprodurla su carta. Non importa cosa ne uscirà fuori. Il punto è l’attenzione che darete al vostro soggetto e quanto ciò lo impremerà nella vostra memoria.

✌ Sembrerete super fighi ed artistici ed attirerete persone interessanti

Ok, le apparenze non contano, ma in realtà sì, diciamocelo. Ero al Louvre a disegnare la scultura di Amore e Psiche perché era qualcosa che avevo voluto vedere dal vivo da quando ero piccola. Erano anni che non disegnavo, ma arrivata là davanti dopo aver vagato per tre ore pensavo che avrei dovuto fare qualcosa di più. Il famoso ‘Ed ora?’ di cui si parlava prima. Quindi eccomi, taccuino e penna, a cercare di scarabocchiare velocemente la celebre composizione a triangolo. Io che ormai sono un cliché vivente: in piedi davanti ad Amore e Psiche con una maglietta a righe ed il rossetto rosso, con un blocco da disegno in mano. Mi mancano solo i baffi a manubrio ed una baguette sotto l’ascella e poi potrò richiedere la cittadinanza francese. “Guarda” sento dire una voce dietro di me, in un italiano che ancora capisco malgrado il mio impellente cambio di residenza. “Vedi”, continua la voce, “sta disegnando”. Mi irrigidisco un poco. Mi sento come se mi fossi imbattuta per sbaglio in uno di quegli specchi che usano i poliziotti negli interrogatori. Stanno parlando di me e non dovrei saperlo. Sento gli occhi della voce su di me mentre ripasso le linee che ho già disegnato. Ora che so di essere osservata, non posso permettermi di sbagliare. “Vieni in braccio, guarda” continua la voce. Poi se ne aggiunge un’altra, questa volta maschile. “Sarà una studentessa d’arte, questo per loro è come fare i compiti”. I muscoli della mia schiena sono così rigidi che potrei tenere una matita in equilibrio fra le scapole. C’è una pausa, in cui continuo a ripassare la curvatura delle ali di Amore. “Quanto è brava” dice finalmente la voce, e io cerco di soffocare un sorriso. Forse dovrei dire qualcosa, penso. Girarmi e ringraziare? Prima che il mio cervello riesca a collegare, l’allegra famigliola mi sta superando, la mia penna ancora ferma sullo stesso punto. Alzo lo sguardo per vedere chi sono i miei ammiratori segreti ed incontro quello di un uomo di mezza età, che impacciato mi rivolge un pollice alzato. Io sorrido di rimando, pensando a quanto sia buffo che quel gesto sia la cosa più italiana che potesse fare, anche se non includeva alcuna parola. La soddisfazione di aver ricevuto un complimento così onesto che l’artefice non sapeva neanche potessi apprezzarlo è impagabile.

Sempre Parigi, piazza del Trocadero. Sto aspettando il tramonto per vedere la Torre Eiffel tutta illuminata quando un signore sulla sessantina mi si siede vicino e mi chiede se sono un’artista, in inglese con un forte accento americano. All’inizio faccio spallucce, alla ricerca di altri complimenti, ancora col gusto di quelli inaspettatamente ricevuti al Louvre in bocca, poi lui mi dice che ha lavorato per anni come acquerellista ed io cerco nervosamente di nascondere gli orribili scarabocchi che ho rigurgitato sul foglio. Allora mi giustifico dicendo che è solo un hobby, ho ricominciato da poco e tutto il resto. In cambio lui mi racconta di come ha vissuto a Parigi da ragazzo con sua moglie che è una cantante d’opera professionista. Di come ha girato il mondo con lei, di quanto amava l’Italia dove la moglie ha dato lezioni e di qual è la carta migliore da usare con gli acquerelli. Insomma, il disegno farà pure schifo, ma i ricordi che sono impigliati fra le linee no.

🤙 Ispiretete altra arte

Questa volta sono a Londra, a South Bank, davanti al Tamigi ed a milioni di turisti che si affrettano verso il London Eye per scattare un’altra foto. Sono seduta su una panchina e cerco di copiare le facce dei passanti che mi si fermano davanti, mani sulla banchina, risata finta, fianco leggermente all’infuori. Mentre sorridono per una foto ricordo sono ignari di posare anche per la mia matita. Un signore mi si avvicina e mi tocca piano sulla spalla. Fermo la musica e lo guardo, aspettandomi in tutta onestà che mi chieda di smettere di disegnare i suoi parenti. “Posso farti una foto?” è la domanda che invece mi viene posta. Sorrido e annuisco. “Tu continua a disegnare così, come sei ora”. Resto ferma per un po’, con la matita sospesa sul foglio perché non c’è molto altro che possa fare, malgrado il mio fotografo mi abbia chiesto di sembrare naturale. Il signore non mi ha mai detto se avesse scattato la foto o no, quindi non so dove’è finito il retro della mia testa. Magari fra vent’anni qualche bambino guarderà l’immagine scolorita in un album ricordo così come qualcuno potrà guardare gli schizzi sul mio taccuino. Ognuno è diventato parte della storia di qualcun altro.

🖖 Avrete un ricordo personalizzato, esattamente come lo volete voi

Non fraintendetemi: le calamite sono fanastiche, ma immaginate di avere un qualcosa fatto da voi a ricordarvi di un posto speciale. E se volete sapere un segreto, la cosa bella del disegnare è che potete cambiare le immagini a vostro piacimento: cielo nuvoloso? Disegnatelo sereno. Troppi turisti? Risparmiatevi la fatica e riportate il tutto come se fosse in un deserto. Aggiungete una scimmia sulla Torre Eiffel, un drago nel Gran Canyon e la vostra faccia sul Monte Rushmore. Una volta che prendete in mano una penna o una matita diventate voi i creatori. Potrete modificare la realtà a vostro piacimento e quando ritroverete il vostro piccolo capolavoro non solo vi ricorderà di dove siete stati ma anche del tipo di persona che eravate. E vi chiederete perchè cavolo avete pensato fosse una buona idea disegnare una scimmia sulla Torre Eiffel.

Quindi, la prossima volta che vi trovate di fronte al fatidico ‘Ed ora?’ provate a rispondere con ‘Ora disegno’. Il punto non è realizzare capolavori ed essere il Michelangelo del ventunesimo secolo, ma godervi il momento, creare nuovi ricordi e perché no, divertirvi.

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Linda Massi

Hello! I'm Linda, born in Rome under the Aquarius constellation. Hobbies include drawing on coffee cups ☕️, playing with glitter✨ and pretending to be a witch 🧙‍♀️. 🌍 Favourite place on earth: Budapest, Hungary 🏡 Favourite hostel: Clink261 - London, UK. Catch me on the 'gram @lindasaidmeow!

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One Response to “Perché Dovresti Disegnare Mentre Viaggi, Anche Se Fai Schifo A Disegnare”

  1. Articolo super interessante! É un’ottima idea quella di disegnare un ricordo di viaggio….tante volte la mania di fotografare tutto ci fa trascurare immagini che il disegno fissa meglio nella nostra mente!
    Grazie e complimenti per il post
    Mila e Roberto

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