Un bagaglio a mano destinazione Birmania

Un bagaglio a mano destinazione Birmania

Mi definisco da sempre una viaggiatrice con il bagaglio a mano e spesso sono l’invidia di colleghi e amici che non si capacitano di come riesca a far stare tutto in un microscopico zainetto da poco più di 20 litri.

Fare i bagagli è un arte per pochi e dalla mia esperienza come viaggiatrice, ho imparato che ci sono cose indispensabili e altre superflue, che con il tempo impari a lasciare a casa.

Veniamo a noi. Uno degli ultimi viaggi che ho intrapreso è stato in Birmania, un paese splendido capace di regalarti emozioni sincere e uniche che oramai solo pochi paesi asiatici riescono a dare.

Per 25 giorni di vacanza, il mio bagaglio rigorosamente a mano era composto da:

1. selezione di magliette esclusivamente in tinta neutra

2. leggings neri

3. shorts

4. foulard

5. golfino/felpa

6. intimo necessario

7. infradito

8. K-way

9. asciugamano in microfibra

10. beauty case (crema solare, shampoo, balsamo, bagnoschiuma, lenti a contatto, repellente per zanzare, arnica, cerotti, spazzolino e dentifricio)

11. Kit per medicine

Questo è l’essenziale perché in una vacanza, che sia questa di 1 settimana o di 1 mese, cerco sempre un modo per lavarmi i vestiti!

Per quanto riguarda gli accessori, non deve mai mancare: un caricatore internazionale con attacco USB, così da poter caricare più di un dispositivo, la guida, una penna (non so voi ma quando sei in giro non trovi mai qualcuno che te la presti), un taccuino, le cuffie, un burro cacao, occhiali da sole e i documenti!

tren

Ho organizzato il mio viaggio da sola e ho deciso di dedicare a questo paese 15 giorni dei 25 che avevo a disposizione, equipaggiata/armata solo di un bagaglio a mano e tanta voglia di scoprire un paese dell’Asia ancora poco conosciuto.

Yangon: la capitale birmana non ha molto da offrire secondo me, ma vale la pena di trascorrere due giorni visitando la Shwedagon Paya, un monumento religioso di straordinario impatto e dall’aura  mistica (raccomando una visita sia di giorno sia di sera); il Bogyoke Aung San Market offre prodotti artigianali e più di 2000 botteghe dove sono in vendita i prodotti più diversi, dalle lacche alle borse, i longji che sono le tipiche gonne birmane e le marionette. I vari monasteri sparsi per la città vi sorprenderanno con numerosi rituali religiosi che ne scandiscono le giornate. Io ho alloggiato al Best Western Green Hill, ben posizionato vicino alla Pagoda. Se come me avete poco tempo, questa zona è il punto di partenza ideale per visitare Yangon.

Altra tappa da non perdere è il ristorante Danuphyu Daw Saw Yee, dove ho gustato una cena birmana coi fiocchi e dall’ ottimo rapporto qualità/prezzo, una delle migliori cene che abbia mai assaporato, con una grande selezione di curry al banco.

Ristorante

Bus

Da Yangon raggiungiamo Bagan in Bus JJ Express partenza ore 20.30 arrivo a Bagan ore 6:30

Bagan: 3000 templi buddisti che si colorano di rosso all’alba e al tramonto; noleggiate una bici e andate alla scoperta dei numerosi “stupa” che sono i templi buddisti, alcuni in rovina, altri visitabili. Dedicate una mezza giornata alla visita del Monte Popa: l’Olimpo birmano è costituito da una formazione vulcanica sormontata da un tempio dorato, scalare i 777 gradini non sarà facile ma una volta giunti in cima, verrete ripagati della vista mozzafiato. Io ho alloggiato in un hotel carino situato proprio nella Old Bagan. Se capitate da queste parti, vi consigliamo di deliziare le vostre serate con i tipici aperitivi a base di spiedini e birra, un “must” se ti trovi in città e hai passato la giornata pedalando tra i mille templi sotto il sole cocente!

bagann

BAGAN

Da Bagan ci spostiamo a Mandalay, Ordinary bus partenza ore 21.30 arrivo a Mandalay ore 3.00 del mattino.

Mandalay: l’attrazione più importante dell’ex capitale birmana è la collina dalla quale si può assistere al meraviglioso tramonto che si stende sulla valle; alla base di essa si trovano una serie di templi e monasteri che meritano una visita. La seconda giornata va dedicata alla scoperta delle cittadine attorno alla zona di Mandalay: prendete un taxi in condivisione per Amarapura, Inwa, Sagaing e Mingun, non ne rimarrete delusi. Mandalay è una città abbastanza grande e ho scelto di alloggiare presso The Hotel Emperor, situato a pochi metri dalle mura del palazzo reale e vicino a questi due favolosi ristoranti: il Too Too Restaurant, dove gusterete l’autentica cucina casalinga birmana, e il Marie-Min, ristorante vegetariano dall’atmosfera unica.

Mandalay

Mandalayy

sunset

Mi sposto a Pyin Oo Lwin con un taxi condiviso, partenza ore 8.30 del mattino da Mandalay arrivo a Pyin Oo Lwin 10.30 (in alternativa c’è il treno partenza ore 4.00 arrivo a Pyin Oo Lwin 8.00) Pyin Oo Lwin: questa graziosa cittadina inglese offre solo delle bellissime cascate naturali ma è punto di partenza ideale per raggiungere in treno Hsipaw: partenza ore 8.20 arrivo a Hsipaw ore 16.00, vale la pena di percorrere questo lungo tratto per ammirare dei paesaggi stupendi e per passare sul famoso Gokteik Viaduct, uno dei ponti ferroviari più suggestivi e importanti del paese. Un consiglio, scegliete il biglietto in seconda classe per poter avere maggior contatto con la gente del posto che sa essere cordiale e gentile.

Hsipaw: le colline di questa cittadina sono il luogo ideale per due giorni e una notte di trekking in mezzo alla natura, dove potrete entrare in contatto con le tribù locali. Io ho optato per due giorni di trekking, e anche in questo caso, il bagaglio a mano è fondamentale. Le guesthouse, come quella dove ho alloggiato, vi offrono la possibilità di lasciare in deposito le valigie, approfittatene e portatevi solo lo stretto indispensabile: una maglia di ricambio perché suderete, il k-way, calzini puliti, spazzolino/dentifricio, salviettine umidificate e acqua a volontà.

Consiglio questa esperienza a tutti: non solo avrete modo di vedere paesaggi unici ma avrete la possibilità di scoprire i “segreti” di questo paese attraverso gli occhi delle popolazioni autoctone che conservano ancora la vera essenza del popolo birmano.

donne

famiglia

montagne

Ci spostiamo al Lago Inle Ordinary bus partenza ore 17.30 arrivo all’incrocio tra Taunggyie Nyaungshwe ore 7.30 del mattino.

Inle Lake: una tappa imperdibile, dove è d’obbligo una gita in barca nei villaggi che costeggiano il lago. Alzatevi di buon’ora per assistere al mercato dei 5 giorni e per concludere la giornata, potete prendere delle biciclette a noleggio e avventurarvi nella natura circostante. Come alloggio, ho optato per un hotel situato nella parte più orientale della cittadina, una piccola osai verde.

Lake

Barca

Prossima e ultima fermata del nostro tour è la Golden Rock: bus locale partenza ore 18.30 arrivo a Bago ore 5.30, bus locale partenza ore 6.30 arrivo Kinpun ore 9.30.

Kinpun: è il base camp per raggiungere la Golden Rock, il tempio buddista più importante per i birmani; una roccia d’oro in equilibro precario che sembra fluttuare in cielo. Imperdibile! In questa minuscola cittadina troverete una sola Guest House, un pochino spartana ma nel complesso soddisfacente.

kinpun

Il nostro tour in Birmania è terminato: bus locale partenza ore 9.00 arrivo Yangon ore 14.00.

Come ogni viaggio in Asia, anche questa volta torno a casa arricchita dal valore e dalla grandezza del popolo che ho conosciuto. I sorrisi della gente mi hanno accompagnato per tutto il viaggio: su e giù dai bus, tra un tempio e l’altro, nei vicoli delle città e nei colorati mercati. La Birmania è un paese che lascia il segno, un viaggio che bisogna intraprendere prima che questa terra venga trasformata dallo sviluppo economico e moderno che ha caratterizzato l’Asia negli ultimi anni.

Autore: Wai Nomi

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