Urbex: Come Andare A Caccia Di Rovine

Urbex: Come Andare A Caccia Di Rovine

Da ragazzino ho sempre viaggiato, anche senza un euro nel portafoglio. Eppure, in tutti gli itinerari, finivo sempre per imbattermi nelle solite spiacevoli situazioni che, sono sicuro, hanno rivoltato lo stomaco di tutti, almeno una volta. Avete presente quella sensazione di disagio che vi assale davanti al solito turista asiatico fintamente appoggiato alla Torre Eiffel? O l’imbarazzo tra quei baci sul Ponte Milvio, tra grappoli di lucchetti ancorati ai cavi, come mirtilli, per sigillare il secondo mese di relazione? Per non parlare della feed intasata dalle cosce fluorescenti di quella vostra ex compagna di classe, in perenne vacanza tra esclusive località marittime. Il tutto, prontamente accompagnato da venti paroline #attaccateeprecedutedacancelletti.

Fu un giorno che realizzai appieno come le solite mete affollate ed il turismo di massa non facevano più per me: i luoghi comuni mi avevano stancato, ero tediato dalle banalità. Spostarmi verso gli stessi posti, visti e rivisti, non mi allettava più. Che fosse con la mia valigia, dopo ore di treno, o anche solo con la mia mente, attraverso pagine di libri, i viaggi mi lasciavano ormai apatico. Farmi da Londra a Pechino in soli tre secondi, attraverso il pollice puntato sullo smartphone, era divenuto più stancante che percorrere quel tratto a piedi. Volevo conoscere paesaggi realmente nuovi, emozioni davvero uniche, persone e idee fresche. Volevo, in un due semplici parole, novità ed unicità. Fortunatamente per me, non ero il solo ad avvertire questi impulsi: per venire incontro alle esigenze del turismo alternativo, di viaggi insoliti, stavano nascendo sempre più forum e attività dedicate.

Cosa È l’Urbex

urbex - stadio vuoto

📸 Bob Thiessen

Una di queste, nata da almeno un secolo ma conosciuta solo da pochi anni, era l’esplorazione urbana, o urbex. Non lasciatevi però ingannare, come feci inizialmente io, dal nome. Capii presto, infatti, che questa pericolosa attività poco ci azzecca con banali gite turistiche o noiose visite programmate. L’urbex (dall’inglese “urban exploration“) altro non è che la ricerca e l’esplorazione di luoghi abbandonati. Il tutto attraverso attività solitarie, irruzioni improvvise e rapide, prive di sicurezza, finalizzate ad attraversare tutte le stanze di edifici fatiscenti: tunnel dismessi, ex manicomi, ville pericolanti, vecchie fabbriche, chi più ne ha più ne metta.

L’Urbex In Italia

urbex - edificio vuoto

📸 Matteo Montaperto

Mi avvicinai, ben presto, al progetto Ascosi Lasciti, gruppo esplorativo più longevo e meglio organizzato sul territorio italiano. Mi colpì il loro blog, vetrina affascinante di una lunga lista di edifici storici degradati, palazzi nobiliari fatiscenti e castelli decadenti, in Italia e in tutto il mondo.

Realizzai, grazie a loro, che per praticare questo hobby semi-estremo serviva prendere molte precauzioni, per sé e per i propri supporters. Lo feci a partire dalla raccomandazione di non essere imitato con la stessa facilità con cui si compra un biglietto Ryanair dopo aver visto una foto su Instagram. “No al fai da te“!”ripetevo sotto alle mie foto. Capii presto il valore del motto “lasciate solo impronte, prendete solo emozioni”, che non era comunque sufficiente a tenermi lontano dai guai. E per guai, non intendo solo legali, già di per sé controversi. Più di una volta ho dovuto calmare i furibondi custodi, lasciati a sorvegliare alcuni di questi edifici fatiscenti. Quasi tutti si lasciavano convincere dalle mie buone intenzioni, e nei peggiori casi, un generoso obolo era il modo più efficace per lasciarmi passare indisturbato.

I Rischi Dell’Urbex

urbex - stanza vuota con un pianoforte

📸 Davide Calloni

Come dicevo, quando parlo di guai, parlo anche e soprattutto di problemi di incolumità fisica. Rischi batteriologici, agenti inquinanti, incontri indesiderati con personaggi malavitosi, strutture instabili, pavimenti insidiosi, tetti prossimi al crollo, tutte esperienze che ho dovuto provare sulla mia pelle. La prima volta che ciascun compagno di Ascosi Lasciti ha fatto urbex si è esposto a pericoli che nemmeno immaginava. Ripensando oggi a tutte le volte che da bambini ci siamo intrufolato nei ruderi, passando tra muri marci e pieni di amianto, senza valutare possibili danni e prevenirli, ci si accappona la pelle. Che si tratti di rocce friabili o di travi pericolanti, il problema più grande rimane legato ai crolli e la ricerca di punti stabili rappresenta per noi la costante da seguire pedissequamente. Una soluzione che abbiamo adottato è quella di camminare lungo le pareti, sempre uno per volta, allargando il nostro baricentro e coprendoci sempre il capo per evitare traumi cranici. Questi sono i motivi per cui abbiamo deciso di sottolineare più volte di avvicinarsi alla nostra passione in modo cauto ed informato. Non si tratta certo di qualcosa che si può iniziare con leggerezza.

Perché Fare Urbex

urbex - fabbrica vuota

📸 Marco Moro

Davanti a questa lista di insidie viene da domandarsi perché faccio ciò che faccio, assieme ai ragazzi di Ascosi Lasciti. Turismo alternativo, viaggi diversi, adrenalina, stupore e meraviglia per le riscoperte, sono sufficienti a giustificare tutto questo? Ciascuno di noi ha i suoi personali motivi. Ascosi Lasciti è un team molto eterogeneo e, dunque, ben rappresentativo di questo mondo. C’è chi agisce per denunciare e raccontare, chi per il gusto di fotografare e documentare storie di vita quotidiana, chi per immergersi nel clima di dolore e sofferenza di alcuni specifici edifici, alcuni addirittura per la ricerca dell’occulto. Io sono sempre stato affascinato dalla decadenza, non solo nel suo lato nostalgico, al contrario, anche nei suoi aspetti positivi. Come la riverenza che è in grado di suscitare la carcassa di un antico guerriero, specialmente se è riuscito a cedere il suo elmo al degno erede prima di esalare l’ultimo respiro. Grande è la tristezza per un ciclo che si chiude, ma non meno importante è la vitalità che scaturisce dal nuovo che si apre.

Quante volte siamo rimasti a bocca spalancata di fronte ad affreschi sbiaditi nei saloni nobiliari di antichi castelli? Quante volte abbiamo avvertito i peli sollevarsi dalla cute nelle stanze di una vecchia prigione? Sono queste le forme di energia e gratificazione che muovono il nostro motore interno.  Vuoi per questo, vuoi per indignazione dello spreco, vuoi per ammirazione verso una forma d’arte dimenticata, vuoi per pura adrenalina, ognuno sembra muoversi per fini differenti. Ma la direzione finale che vedo io è sempre la stessa, per tutti. Già, perché sotto sotto c’è un aspetto che affascina ogni esploratore, nessuno escluso: la testimonianza dell’eterna rivalità fra ambizioni dell’uomo e l’inesorabile scorrere del tempo. Il secondo, ovviamente, ha sempre la meglio. E se il fine è uno solo, altrettanto unico è il mezzo, l’energia, con cui raggiungerlo: la curiosità. Quella voglia di scoprire, insita nell’animo umano, che ci ha permesso di andare sempre avanti, in ogni campo. Quella caratteristica innata che ereditiamo dalla notte dei tempi. Quel  fuoco che arde in noi da sempre, e che scegliamo quotidianamente di alimentare o spegnere. Ecco, noi abbiamo scelto di preservare un fanciullo nell’animo, lo custodiamo gelosamente e lo rivendichiamo a gran voce.

Come Iniziare A Fare Urbex

urbex - edificio in rovina

📸 Bob Thiessen

Come troviamo queste meraviglie coperte di edera e polvere? Qualche volta scegliamo di partire dal web, osservando da satellite o street view, per poi fare un sopralluogo. Un tetto rovinato, le persiane rotte, il giardino incolto, sono tutti indizi che riceveranno conferma solo alla visita reale del posto. Oppure, al contrario, facciamo un bel pieno di gasolio e partiamo all’avventura, preferibilmente in gruppo, vigilando costantemente dal finestrino. Basta affacciarsi dall’auto, fermarsi nei piccoli bar a parlare con gli anziani del paese, leggere trafiletti di giornali locali, per rendersi conto dell’ingente numero di edifici in rovina che compongono il nostro paesaggio.

La maggior parte delle volte, chi scopre edifici abbandonati, sceglie di mantenere segreta la posizione, pur sapendo di attirarsi le antipatie dei suoi seguaci. I motivi di tale omertà non sono inerenti alle sole gelosie, ma restano dei più nobili: preservare dall’azione di vandali e sciacalli e impedire al pubblico giovane e incosciente di esporsi al pericolo. Dimostrando le proprie buone intenzioni e un ottimo grado di consapevolezza, si può riuscire a farsi dare qualche indizio. Se si pratica urbex da molto tempo e si è conosciuti, questa interazione può trasformarsi in un vero e proprio “scambio di figurine”: “Ti do la posizione del castello se mi dai la villa più la chiesa!”, “Per la villa e la chiesa, voglio anche quella fabbrica…”.

urbex - sala giochi

📸 Mauro Amoroso

Noi non siamo fan di questo teatrino, per questo abbiamo deciso di servircene il meno possibile. L’unica strada percorribile è agire con ciò che più fa arrabbiare gli altri esploratori: riuscire a scoprire l’ubicazioni dei loro posti abbandonati dai pochissimi indizi a disposizione.

Voglio farvi un esempio di questo tipo di ragionamento alla MacGyver: dalle foto della chiesa abbandonata, pubblicate dal vostro omertoso compagno di gruppi Facebook, è visibile una scritta in latino? La traduciamo, capiamo in che tipo di strutture clericali fossero presenti tali diciture. Era un motto tipico dei monasteri benedettini? Proseguiamo con una ricerca mirata di tali strutture nella provincia enunciata dal fotografo. Troviamo tre possibili soluzioni. Osserviamo le immagini su internet.  Non sono sufficienti? Troviamo un recapito per ciascuna e telefoniamo per fare domande. Due sono irraggiungibili? Prendiamo l’auto e verifichiamo di persona. Insomma, proprio come ho detto prima, è sufficiente rimettere in moto la curiosità, il desiderio di conoscenza, per fare le proprie scoperte.

La cosa più importante che ho imparato è che, ancora prima di cercare esternamente, bisogna scavare dentro se stessi. Poiché, come scriveva il romantico François-René de Chateaubriand, tutti gli uomini nel proprio inconscio hanno una segreta attrazione per le rovine.

📚 L’Autore 📚

Davide è un informatico per necessità, fotografo e scrittore per passione. Laureatosi presso l’Università di Genova, è ora amministratore del progetto Ascosi Lasciti, la risorsa numero uno per gli urbexers in Italia. Seguiteli sul loro blog, Instagram e pagina Facebook per saperne di più.

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Informazioni sull'autore

Linda Massi

Hello! I'm Linda, born in Rome under the Aquarius constellation. Hobbies include drawing on coffee cups ☕️, playing with glitter✨ and pretending to be a witch 🧙‍♀️. 🌍 Favourite place on earth: Budapest, Hungary 🏡 Favourite hostel: Clink261 - London, UK. Catch me on the 'gram @lindasaidmeow!

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2 Responses to “Urbex: Come Andare A Caccia Di Rovine”

  1. Articolo veramente bello: ben fatto, interessante e scorrevole. Unica cosa, se posso permettermi: #questisonocancellettienonasterischi!

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